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venerdì 31 ottobre 2014

Il Contesto


Il problema italiano: pochi laureati e molti disoccupati

L’indagine sul lavoro promossa da Eurostat nel 2012 ha rivelato che l’Italia è all’ultimo posto in Europa per la percentuale dei laureati nella fascia di età fra i 30 e i 34 anni.

II dato è particolarmente preoccupante, se confrontato con la media europea e con i principali Stati dell’Unione.

Parallelamente le indagini nazionali mettono in rilievo un aumento della disoccupazione giovanile e un mancato assorbimento del pur ridotto numero di laureati, nella fase di ingresso al lavoro.
Queste le principali cause del disallineamento fra offerta e domanda di capitale umano giovane e qualificato:

  • la forte prevalenza di PMI nel tessuto imprenditoriale italiano, spesso guidate da management e proprietà con bassi titoli di studio e conseguente scarsa valorizzazione della conoscenza
  •  l’esigua offerta di percorsi studio/lavoro che rende i laureati poco preparati all’inserimento in azienda.
In questo quadro di contesto, l’obiettivo di innalzare il livello di accesso agli studi universitari non può prescindere dal potenziamento delle competenze basate sull’esperienza di lavoro.